La qualità nutrizionale dei burger vegetali che si acquistano nei locali potrebbe migliorare

La qualità nutrizionale dei burger vegetali che si acquistano nei locali potrebbe migliorare

La qualità nutrizionale dei burger vegetali che si acquistano nei locali potrebbe migliorare” è stato pubblicato su Vegolosi, magazine di cultura e cucina 100% vegetale

Non sono perfetti e nessuno se lo aspettava d’altronde. Un nuovo studio finanziato dall’OMS Europeo ha messo a confronto fra loro 41 diversi burger vegani (ossia panino+ polpetta+ salse) per valutarne le caratteristiche nutrizionali e comprendere meglio in che modo la loro introduzione nella dieta possa essere salubre, a fronte del fatto che lo è certamente già per l’ambiente e per gli animali.

Lo studio: come si è svolto?

Il gruppo di ricerca ha analizzato, acquistandoli in loco o ordinando attraverso servizi di delivery, 41 burger 100% vegetali. Le analisi sono state effettuate non solo sulla polpetta bensì anche su pane e salse. I panini sono stati campionati casualmente ad Amsterdam, Copenaghen, Lisbona e Londra e sono stati analizzati in laboratorio per il loro contenuto energetico, di macronutrienti, di aminoacidi e di minerali per 100 g per porzione e sono stati confrontati con i valori di riferimento. I risultati sono stati i seguenti: “Per gli hamburger a base vegetale, i valori medi per 100 g erano 234 kcal, 20,8 g di carboidrati, 3,5 g di fibre alimentari e 12,0 g di grassi, dei quali 2,2% di saturi. Il contenuto proteico era di 8,9 g/100 g, con una bassa qualità proteica in base alla composizione aminoacidica. Il contenuto medio di sodio era 389 mg/100 g, equivalente a circa 1 g di sale”.

La conclusione dello studio

In sintesi la qualità dei burger vegetali presenta, però, più aspetti positivi che negativi dato che, si legge nello studio, “rispetto agli alimenti di origine animale, gli alimenti di origine vegetale hanno un valore energetico totale inferiore e sono fonti di antiossidanti, fibre e altri nutrienti essenziali”. La questione da dipanare rimane quella della presenza di una quantità di sale non particolarmente adatta alla salute. Lo studio spiega anche però che:  “il loro inserimento ( di questi panini, *ndr) nella dieta potrebbe contribuire a soddisfare il fabbisogno quotidiano e avere un impatto ambientale inferiore rispetto agli hamburger a base di carne. Inoltre, l’assunzione di proteine ​​di origine vegetale, fibre alimentari e minerali, che sono abbondantemente presenti negli hamburger vegan, è stato collegato a un rischio ridotto di alcune malattie non trasmissibili come le malattie cardiovascolari“.

Questi dati, secondo la ricerca, sono stati prodotti al fine di aiutare la politica e la comunità internazionale a fare valutazioni migliori rispetto a due temi, in particolare a livello europeo: il primo è la lotta all’obesità (che riguarda il 60% degli adulti e il 30% dei bambini); il secondo è la necessità di aumentare l’apporto di alimenti a base vegetale nella dieta globale diminuendo quello di cibi animali (che è, fra l’altro, una delle vie indicate proprio per contrastare anche il sovrappeso e l’obesità).

La qualità nutrizionale dei burger vegetali che si acquistano nei locali potrebbe migliorare” è stato pubblicato su Vegolosi, magazine di cultura e cucina 100% vegetale.
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