“Riso di manzo”: la ricerca coreana presenta un ibrido senza animali per migliorare l’impatto ambientale del cibo proteico

“Riso di manzo”: la ricerca coreana presenta un ibrido senza animali per migliorare l’impatto ambientale del cibo proteico

“Riso di manzo”: la ricerca coreana presenta un ibrido senza animali per migliorare l’impatto ambientale del cibo proteico” è stato pubblicato su Vegolosi, magazine di cultura e cucina 100% vegetale

Alcuni ricercatori dell’Università di Yonsei, in Corea, hanno presentato sulla rivista scientifica Matter uno studio molto particolare e che, a loro avviso, promette grandi innovazioni nel campo della ricerca di alternative proteiche sostenibili in un mondo sempre più popolato e sotto il giogo della crisi climatica. Si chiama “riso di manzo” ed è un cereale ibrido sulla cui struttura vengono fatte crescere delle cellule di carne e grasso bovini. Risultato? Un alimento con le stesse caratteristiche nutrizionali del riso alle quali si vanno ad aggiungere anche quelle della carne, soprattutto le proteine.

La ricerca

Va immediatamente premesso che non si tratta di un prodotto “cruelty free” ma da sempre Vegolosi.it da notizia delle innovazioni e delle ricerche che potrebbero alleggerire il carico di vite animali utilizzate a scopi alimentari nel mondo. Il riso di manzo, infatti e per il momento, viene realizzato attraverso anche l’utilizzo della colla di pesce, ossia una gelatina tratta spesso dagli scarti della macellazione bovina o suina e, anche se molto più raramente, dal pesce. Ma vediamo che cos’è il riso di manzo e come è stato creato.

Un’immagine della capsula Petri con il riso di manzo – Immagine dell’Università coreana di Yonsei

L’idea dei ricercatori era quella di partire dalla possibilità di creare un cibo ibrido che, con un buon margine di sicurezza alimentare, potesse anche fornire un introito di nutrienti maggiori senza però impattare eccessivamente sull’ambiente. Ecco allora che i chicchi di riso sono stati utilizzati come strutture sulle quali far crescere le cellule staminali di bovino (che, lo ricordiamo, vengono prelevate una tantum dall’animale senza che questo ne subisca danni). Il riso così “condito” ha riposato per un periodo fra i 9 e 10 giorni su una piastra di Petri ed è qui che, con facilità, le cellule bovine hanno prosperato, creando di fatto un riso avvolto da tessuti animali.

A cosa serve?

Nella ricerca gli studiosi hanno dimostrato due cose: la possibilità di creare un cibo ibrido che impatta decisamente meno degli allevamenti (oltre che sulla vita degli animali) e che, a parità di contenuto proteico, costa molto meno, una volta commercializzato. Infatti si stima che per ogni 100 g di proteine ​​prodotte, il riso ibrido rilasci meno di 6,27 kg di CO2 , mentre la carne bovina ne rilascia 49,89 kg. Se commercializzato, il riso ibrido potrebbe costare circa 2,23 dollari al chilogrammo, mentre la carne bovina costa 14,88 dollari.

La ricercatrice in chimica bio molecolare Sohyeon Park, a capo dello studio, ha spiegato: “Non mi aspettavo che le cellule crescessero così bene nel riso. Ora vedo un mondo di possibilità per questo alimento ibrido a base di cereali. Un giorno potrebbe servire come aiuto alimentare in caso di carestia, come razione militare o persino come cibo spaziale”.

Fonti:
https://www.cell.com/matter/abstract/S2590-2385(24)00016-X
https://www.eurekalert.org/news-releases/1033922
https://www.agi.it/cronaca/news/2024-02-14/riso-manzo-cellule-animali-chicchi-25296501/

 

“Riso di manzo”: la ricerca coreana presenta un ibrido senza animali per migliorare l’impatto ambientale del cibo proteico” è stato pubblicato su Vegolosi, magazine di cultura e cucina 100% vegetale.
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